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mercoledì 16 agosto 2017

Comano Junior d'autore 2017


Mai partire per le vacanze senza un libro nello zaino, nella borsa o nella valigia

Perché leggere un libro è iniziare un viaggio, è vivere più vite, è entrare in ogni storia. Da ormai tanti anni, alle Terme di Comano, si può fare di più: si può leggere, si può trovare un libro, ma si può soprattutto conoscere e ascoltare un autore, si può incontrare la letteratura, l’attualità. Insomma: si può entrare nello zaino dalla porta principale!

Sono davvero tanti gli appuntamenti promossi dall'APT di Comano Terme all'interno della rassegna Trentino d'Autore.


C'è spazio anche per i più piccoli, con la versione Junior. Ci saremo anche noi, venerdì 18 agosto.

lunedì 7 agosto 2017

Ho hisse!


Hanno oltrepassato le Alpi Occidentali e sono rotolati nelle librerie francesi! 
Lapin, Castor, Grenouille, Ecureuil, Oseau...





E' stata una bella emozione avere tra le mani una copia del libro, leggere i dialoghi in francese e esclamare Ho hisse!, insieme ai nostri piccoli amici. 


E ci siamo divertite anche a trovate le differenze tra l'edizione italiana e quella francese! 
Grazie a Minibombo e grazie a Little Urban

giovedì 13 luglio 2017

Giovedì letterario


"Grazie, amici; a voi Italiani per aver costruito questo simbolo del sorriso; a voi russi, per aver accettato questo regalo, dimenticando i rancori e lasciando posto alla speranza. Grazie a voi russi, fratelli, per aver permesso che nella nostra città si ergesse un piccolo altare, luogo di orgoglio e di fierezza: noi siamo capaci di umanità. E grazie a voi, italiani, anche voi fratelli, perché a questo altare avete portato fiori. Con il loro profumo hanno benedetto la nostra terra."

mercoledì 5 luglio 2017

Giovedì letterario


"Quante volte mi sono trovato a camminare da solo 
su crinali illuminati dall'ultimo sole del tramonto, basso sull'orizzonte.
Quante volte ho guardato la mia ombra stagliarsi contro lo sfondo di rocce, neve, nebbie o vecchie malghe.
Per tanto tempo la mia sagoma era accompagnata da quella di Baloo.
Nonostante il passare degli anni, 
mi capita talvolta di cercarla ancora."

martedì 4 luglio 2017

Mercoledì laboratori!


Sono iniziati i laboratori del mercoledì organizzati dalla Biblioteca di Ledro, rivolti a bambini dai 6 ai 10 anni compiuti dalle 17.30 alle 19.00.


I laboratori sono gratuiti, basta iscriversi direttamente in biblioteca. Vi aspettiamo!


lunedì 3 luglio 2017

Biblioburro: L'Uomo Montagna



Il nonno e il bambino hanno sempre viaggiato insieme, hanno percorso il mondo e il nipote ha imparato molto da lui, ma questa volta l’anziano deve compiere il suo ultimo viaggio da solo. Il bambino non riesce a capire questa decisione, non vuole lasciarlo andare e gli chiede un ultimo viaggio, uno soltanto, poi il vecchio potrà riposarsi. Ma il peso delle montagne che il nonno deve portare sulle spalle è troppo pesante e gli impedisce di compiere lunghi tragitti. Il bambino non ha mai fatto nulla senza il nonno e per aiutarlo decide di partire da solo, alla ricerca del vento più forte che è capace, soffiando, di spostare anche le montagne. Sarà un viaggio lungo e non privo di pericoli quello che il bambino dovrà affrontare ma la determinazione e soprattutto l’amore verso il nonno lo sproneranno ad andare avanti e lo porteranno a conoscere nuovi amici e ad imparare cose nuove che lo aiuteranno nella sua ricerca. 
Un racconto sulla vita, che inizia con una vita che finisce; l’anziano nonno non riesce più a sopportare il peso delle montagne che gravano sulle sue spalle e conscio di essere arrivato al suo ultimo viaggio fa una promessa che forse non può mantenere: attendere il giovane nipote che non riesce ad accettare e a capire la resa del nonno di fronte alla vita. La crescita del bambino inizia proprio da qui, dal momento in cui decide di fare qualcosa di grande per la persona che ama di più al mondo: partire da solo, alla ricerca di un vento che conosce solo perché il nonno gliene ha parlato. L’accettazione della morte è un viaggio lungo e doloroso, ma anche la più piccola delle esperienze contribuisce alla crescita personale e al superamento degli ostacoli che la vita ci pone davanti. Un viaggio può essere condiviso pur rimanendo tuo. Séverine Gauthier delinea una storia delicata e ricca di metafore che rende questo graphic novel adatto non solo ad un pubblico di giovani lettori, ma anche agli adulti, perché non si finisce mai di imparare e di crescere. Le illustrazioni di Amélie Fléchais sembrano trasportare il lettore in un mondo parallelo, dove le luci soffuse, gli spiriti degli alberi e il vento che soffia si amalgamano in un paesaggio naturalistico selvaggio e misterioso; dove l’esperienza e la crescita sono rappresentati da piccole montagne che crescono sulla testa, ma l’amore e la speranza sono emozioni vive come solo in un bambino possono essere. Un racconto denso e piacevole che lascia, a fine lettura, lo spazio al silenzio e alla riflessione.

L'Uomo Montagna
Severine Gauthier, Amelie Flechais
Traduzione Stefano Andrea Cresti
Tunué editore
2017
da 8 anni 

giovedì 29 giugno 2017

Biblioburro: Nel lontano regno di Mongolfiera



Prendete venti parole, mescolatele ed otterrete otto storie diverse. Inizia così questo libro, con le istruzioni per luso ed un elenco di venti parole: astronauta, bacchetta magica, bambino, cane, castello, chiave inglese, cinghiale, fagioli, ippopotamo, lavatrice, luna, mongolfiera, pera, pipistrello, pompieri, principessa, rane, re, tablet, trottola. Parole diverse tra loro per significato, categoria e, perché no, anche per utilizzo; e forse la cosa bella è proprio questa, che unendo parole che apparentemente non hanno niente in comune possano nascere frasi o racconti divertenti come le otto storie che compongono questo libro. Come quella di un cane che nascose la sua mongolfiera in una lavatrice o quella di un bambino nervoso e di un astronauta che inseguivano due fagioli gemelli ed una lavatrice arrabbiata; oppure quella della dottoressa mongolfiera e quella di un pipistrello che mangiò tre fagioli; e ancora...
Che bello poter giocare con le parole ed inventare storie pazze e strampalate, lo diceva anche Gianni Rodari. Giuseppe Caliceti, maestro elementare e scrittore, e Andrea Rivola, illustratore, si sono divertiti a fare proprio questo, così come potrebbe fare un bambino di sette - otto anni dopo aver imparato a scrivere, magari con laiuto di un insegnante o di un adulto. Giocare liberamente con il linguaggio, senza regole e senza vincoli tranne quello di dover utilizzare tutte le parole per ogni nuova storia, permette al lettore di liberare la fantasia e la creatività e diventare parte attiva della storia. Un libro che è anche un gioco senza fine che si può giocare con i più piccini, che si divertiranno ad ascoltare storie surreali e a guardare illustrazioni colorate e divertenti, dal ritmo azzeccato.

Nel lontano regno di Mongolfiera
Giuseppe Caliceti, Andrea Rivola
Sinnos
2017
da 6 anni

venerdì 23 giugno 2017

Biblioburro: Il puzzle infinito



Ciò che rende davvero bella la Terra è il fatto che la popola un numero infinito di esseri viventi ed è proprio questa diversità che rende possibile la vita e il suo continuo evolversi. Tale diversità non è costituita solo dal colore della pelle, dai lineamenti o dall’idioma parlato; animali, uccelli, insetti, pesci, persone, fanno tutti parte dello stesso mondo, ognuno con le proprie caratteristiche o difetti, ed ognuno contribuisce a portare avanti la vita. Ma nella diversità sono tante le cose che invece ci rendono simili o uguali: occhi per guardare, zampe, gambe o pinne per muoverci e soprattutto un cuore per far scorrere la linfa vitale e per provare emozioni. Nella catena della vita ogni piccolo tassello è fondamentale per contribuire all’equilibrio della natura e del mondo, facciamo tutti parte di un puzzle infinito che rende la Terra meravigliosa. Purtroppo però spesso è più facile vedere negli altri i difetti e le cose che ci differenziano piuttosto che le caratteristiche che ci rendono simili gli uni agli altri.
Diego Bianki è un graphic designer e docente di disegno. Oltre a lavorare come illustratore è cofondatore della casa editrice argentina Pequeño Editor e Il puzzle infinito ha ricevuto nel 2016 la menzione speciale alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, nella sezione dedicata alla disabilità e le sue rappresentazioni.
Per raccontare questa storia Diego Bianki ha bisogno non solo delle parole, ma anche delle illustrazioni che vengono create attraverso l’utilizzo di scatole di carta recuperate tra gli oggetti di uso comune. Si parte proprio dalla ricerca in casa di piccole scatole di cartone (dentifricio, medicinali, alimenti, cancelleria…) di cui si dipingono i lati, ognuno con un colore diverso; il passo successivo è quello di cercare di accostarle tra di loro in modo da creare una superficie abbastanza omogenea per poter tracciare un disegno che includa tutte le facce. Poi si girano i lati e si fanno nuovi disegni. Una volta terminata la fase preparatoria si può giocare ad inventare tantissimi personaggi, situazioni e soprattutto storie. Basta girare un singolo pezzo di puzzle per creare infiniti protagonisti di infinite storie. 
Un libro che nella sua semplicità (la realizzazione pratica è più facile da fare che da spiegare) permette di affrontare tematiche importanti e delicate e, nel contempo, offre lo spunto per giocare con i bambini attraverso un laboratorio manuale molto creativo e divertente. Si possono creare puzzle in autonomia o, perché no, in piccoli gruppi in modo da far interagire il più possibile i bambini tra di loro.

Il puzzle infinito
Diego Bianki
Traduzione Elena Rolla
Kalandraka
2017
da 5 anni

mercoledì 21 giugno 2017

Biblioburro: L'inaugurazione del Poseidon




300 metri di lunghezza, 60 di altezza e 40 di larghezza; una capienza di 2400 persone (tra prima, seconda e terza classe) e 600 animali. Il Poseidon è un autentico gioiello di tecnica, tecnologia e raffinatezza. In questa enorme nave Anastasio Patakis, il proprietario, ha riposto enormi speranze, non ha badato spese dotandola di ogni confort possibile e immaginabile: 2 cinema, 32 ristoranti, 6 piscine, addirittura 3 campi da calcio per citare solo alcuni degli svaghi presenti. Per la sua inaugurazione sono stati invitati i personaggi più illustri e famosi del momento: Raimondo Ragù, il cuoco scorbutico, Alan Tormento il cantante in voga e il grande calciatore brasiliano Bernardo. 
La collana Minizoom edita da Biancoenero è dedicata ai bambini che hanno da poco iniziato a leggere; racconti divertenti, freschi, fulminanti (come li definisce la stessa casa editrice) e di facile interpretazione. Il testo utilizza la font di alta leggibilità disegnata da Riccardo Lorusso ed è rivolta principalmente ai bambini con problemi di dislessia, anche se una lettura facilitata è ben apprezzata da tutti, soprattutto dai bambini che non hanno ancora una particolare dimestichezza con le parole. Oltre al marchio di Alta leggibilità, sulla copertina appare anche quello Approvato dalla redazione ragazzi: la casa editrice, infatti, testa i propri libri con un gruppo di giovani lettori che hanno la facoltà di segnalare tutto ciò che dal loro punto di vista non funziona nella storia, fornendo suggerimenti per migliorarla. Il testo di Davide Calì è intervallato dalle illustrazioni di Noemi Vola che descrivono in modo piacevole e vivace le vicissitudini del povero Alberto Melis, costretto a muoversi in uno spazio fatto di troppo sfarzo, di tante parole ma poca sostanza. Una bella e divertente lettura che l’adulto può fare anche a voce alta.

L'inaugurazione del Poseidon
Davide Calì
Biancoenero
2017
da 6 anni

lunedì 19 giugno 2017

Biblioburro: Il club della Via Lattea



Nella Via Lattea tutto è sempre immobile. Se giri l’angolo è come entrare dentro una foto. L’estate di Max e Oscar è lenta e noiosa, fatta di attese e di pensieri ingarbugliati. Anche Emma è in attesa, ma la sua riguarda una brutta situazione con la zia e un brutto male. I tre amici si ritrovano tutti i pomeriggi alla loro club house, un vecchio muro di mattoni che circonda la Ferrovecchio Sas, semplicemente a non fare nulla perché la Via Lattea è quasi sempre deserta, poco trafficata e non succede mai niente di interessante. L’unica certezza è Nancy Sinatra, chiamata così per via dei suoi stivaletti rossi fiammanti e una certa canzone che piace molto ai ragazzi, una donna molto anziana che tutti i giorni passeggia lungo la Via Lattea. È preceduta da Jekill, un cane bassotto forse più vecchio di lei che faticosamente compie il giro dell’aiuola e poi torna indietro dalla padrona. I tre amici sono così annoiati che quella presenza delle sei di sera diventa un punto fisso nella loro lunga giornata e un giorno arrivano a scommettere su chi dei due morirà per primo. Quando il giorno dopo Nancy e Jekill non si presentano all’appello serale, per Oscar, Max ed Emma l’estate comincia a svegliarsi e a prendere una piega totalmente diversa dal previsto. La ricerca di Nancy e del suo cane porterà gli amici a scontrarsi con altre realtà, tutte presenti in quella che sembrava un’assopita Via. 

Il club della Via Lattea
Bart Moeyaert, traduzione di Laura Pignatti
Sinnos edizioni
Collana Zona franca
2016
da 10 anni

venerdì 16 giugno 2017

Biblioburro: L'orso e il piano

L’incontro tra il cucciolo d’orso e il piano avviene per caso, in una radura nel bosco con un timido sole che crea un’atmosfera silenziosa e magica. Il primo approccio tra i due non è dei migliori, lo stonato PLONK che emette il piano quando viene toccato induce l’orso ad andarsene. Ma ecco che il giorno seguente l’animale incuriosito torna nella radura e con determinazione e costanza prende confidenza, giorno dopo giorno, con lo strumento musicale fino a diventare, da adulto, un bravissimo pianista. Talmente bravo che la radura diventa un punto di incontro serale in cui tutti gli orsi (e non solo) si apprestano ad ascoltare il loro amico musicista. La bravura dell’orso viene notata anche da un padre e la figlia che convincono l’orso a seguirli in città dove la notorietà e il successo saranno garantiti. L’orso si trova in difficoltà: partire significa lasciare gli amici, la casa, la sicurezza della foresta e andare in un mondo completamente nuovo, affascinante sì, ma anche pericoloso. 


Inseguire i propri sogni, con la paura di sbagliare e di non fare la cosa giusta, ma accompagnati sempre dalla passione e dalla curiosità. Non è sempre facile fare delle scelte, ma non saper cogliere le occasioni a volte vuol dire precludersi esperienze e possibilità di arricchire se stessi e gli altri.
L’orso e il piano è il primo albo in cui David Linchfield, illustratore inglese, è autore anche del testo. L’albo ha vinto il Waterstones Children’s Book Prize 2016.

L’orso e il piano
Testo e illustrazioni di David Litchfield
Traduzione di Zoolibri
Zoolibri edizioni
2017
da 4 anni

mercoledì 14 giugno 2017

Mercoledì al cubo (29): Una storia che cresce


"Un bambino, un cucciolo e alcuni pulcini sono tutti molto piccoli. 
L'estate si avvicina. Sugli alberi crescono i boccioli. L'erba cresce nel prato. Accanto al granaio crescono i fiori.
"Tutto sta crescendo", dice il bambino alla mamma. "Cresce l'erba. crescono i fiori. Crescono gli alberi."
"Cresceranno i pulcini?", chiede il bambino.
"Sì, cresceranno", risponde la mamma.
"Crescerà il cucciolo?", chiede il bambino.
"Sì, crescerà", risponde la mamma.
"Anch'io crescerò?", chiede il bambino.
"Certo, anche tu crescerai", risponde la mamma.






Il mondo attorno al bambino sta cambiando: sugli alberi spuntano le foglie, sbocciano i fiori, crescono i frutti; il grano germoglia, cresce e matura; i pulcini cambiano il colore delle piume, si allungano e diventano polli; il cucciolo acquista sicurezza, salta, abbaia e diventa un cane. Perché invece il bambino sembra sempre lo stesso? Come mai lui non cresce?



Come spiegare il concetto di tempo ai bambini? La splendida storia di Ruth Krauss lo fa attraverso lo scorrere della natura e delle stagioni. 




Abbiamo letto Una storia che cresce durante i nostri appuntamenti mensili nelle scuole materne. Ci siamo fatti aiutare dai bambini a capire cosa sarebbero diventati il chicco di granoturco, il pulcino, l'albero pieno di boccioli. In quale stagione è iniziata la storia? E come mai quando è finita c'era freddo? Sembra che il tempo passi in modo diverso; con i fiori passa in fretta, con gli animali un po' meno, gli alberi impiegano tanto tempo a crescere, più dei bambini.

E voi come vi accorgete di essere cresciuti?

"Quando la maestra ci dà il diploma."
"Quando compio gli anni."
"Quando vado dal nonno e mi misura."
"Noi siamo nel gruppo dei grandi. Quelli nel gruppo dei piccoli sono ancora piccoli."
"Quando le cose ti vanno strette."
"Se ti guardi allo specchio e vedi che un giorno eri più piccolo e adesso sei ancora un po' più grande, te ne accorgi che sei cresciuto"
"E' stato il mangiare a farci crescere!"
"Una volta ci facevamo il segno sul muro. Adesso sono cresciuta e il segno non c'è più"
"Io mi sono accorto dai sandali piccoli."



La riflessione del nostro piccolo lettore preferito è stata:

"Quando siamo arrivati in questa casa battevo con la testa contro lo spigolo del bancone."


"Prima stavo tutto nella tua pancia (rivolto alla mamma). Sono cresciuto tanto come le tue gambe!" e anche un po' di più, aggiungiamo noi, anche se la mamma è alta davvero.

Qui la versione di ApeDario
Qui la versione di Scaffalebasso

Il mercoledì al cubo chiude per ferie. 

Una storia che cresce
Ruth Krauss, Helen Oxenbury
Il Castoro
2017
da 4 anni

martedì 13 giugno 2017

Biblioburro: Perché si dice trentatré?


Lo sapevate che i limoni hanno contribuito a salvare la vita di molti marinai che navigavano i mari per lunghi periodi senza poter mangiare frutta e verdura, rischiando di morire altrimenti di scorbuto? O che un tempo si utilizzavano le penne d’oca come aghi delle siringhe? E ancora, che il vaiolo è stato debellato dal 1979 mentre la malaria, il morbillo e la pertosse sono malattie considerate ancora pericolose? A queste e a molte altre curiosità risponde questo libro, svelando il fondamento scientifico di tanti modi di dire che sono ormai entrati a far parte del nostro linguaggio quotidiano, ma di cui spesso non si conoscono l’origine e la spiegazione: avere una febbre da cavallo, una mela al giorno toglie il medico di torno, è importante lavarsi spesso le mani, perché si dice trentatré…
Sono quasi quaranta gli argomenti che conducono il lettore alla scoperta del salutare mondo delle medicina, passando dal ruolo del medico alla salute quotidiana, dalla prevenzione alle malattie infettive, e poi che cosa sono i vaccini, chi ha inventato l’antibiotico, cos’è un’allergia, perché l’influenza torna tutti gli anni…

Perché si dice trentatré?
Testo Federico Taddia e Andrea Grignolio
Ilustrazioni AntonGionata Ferrari
Editoriale scienza
Collana Teste Toste
2016
da 8 anni

venerdì 9 giugno 2017

Maggio nelle scuole materne

 

Di solito abbiamo grandi, a volte grandi e medi, nelle materne piccole ci sono tutti: grandi, medi e piccoli. E dunque per l'incontro di maggio abbiamo pensato... a tutti.

Abbiamo raccontato la storia di Piccolo Gatto, che rincorre una lucertola su un grande albero e poi non riesce più a scendere; per fortuna c'è Grande Gatto che con grande calma spiega a Piccolo Gatto come fare.


E poi c'è Piccolo Elliot (Elio per alcuni bambini) che adora vivere nella grande città, anche se a volte è difficile essere così piccolo in un posto così enorme. Ma per Topino è ancora più difficile, soprattutto quando la fame si fa sentire...


La storia di tre amici: Grande, Medio e Piccolo, dove il grande è davvero enorme, il medio è così così e il piccolo è davvero minuscolo. 

Siamo tutti diversi, un po' grandi e un po' piccoli (un po' anche medi) ma collaborando possiamo davvero arrivare fino alla luna, che a volte è dolce come un pasticcino.

Grande Gatto Piccolo Gatto
Silvia Borando
Minibombo
2017
da 4 anni

Grande, medio e piccolo
Célia Chauffrey, Alice Briére-Haquet
La Margherita 
2012
da 4 anni

Piccolo Elliot nella grande città
Mike Curato
Il Castoro
2016
da 4 anni

mercoledì 7 giugno 2017

Gruppo lettura (giugno): La psichiatra


"La camera numero 7 era in fondo al corridoio. Era una delle tre camere singole del reparto 9, riservato ai casi particolarmente difficili. [...] l'odore in quella stanza era dovuto a una scarsa igiene personale, ma si mescolava a qualcosa di indefinibile. Era come se quel tanfo insopportabile potesse causare danni permanenti a chi vi fosse rimasto esposto troppo a lungo. E' paura, pensò Ellen. E' l'odore della paura. Per quanto fosse poco professionale, non le veniva in mente nessun altro paragone. E, come se il suo corpo volesse confermarlo, sentì rizzarsi i peli sulle braccia."








Chiudiamo il ciclo di incontri del Gruppo lettura con La psichiatra, thriller dell'autore tedesco Wulf Dorn. 
La storia di Ellen, giovane e affermata psichiatra, che si ritrova coinvolta nella sparizione della paziente ricoverata per maltrattamenti nella stanza numero 7. Ellen ha occasione di parlare con la donna una volta soltanto e quello che trasmette alla psichiatra è un mix di terrore, angoscia e pazzia. Un solo incontro ma Ellen si ritrova a promettere alla sconosciuta la sua protezione e quando il suo C.P.I. (caso particolarmente interessante) scompare, Ellen non può fare altro che cercarla.


Chi ha paura dell'Uomo Nero?
Nessuno!
E se arriva?
Allora corriamo via!


La psichiatra
Wulf Dorn
traduzione di Alessandra Petrelli
Corbaccio
2010

lunedì 5 giugno 2017

Biblioburro: Avete visto Anna?




"È stato un attimo. Un chilo di mele, un’occhiata ai mandarini e Anna non si trova più."











Una mamma va al mercato con la figlia e tutta indaffarata ad osservare le bancarelle non si accorge che ad un tratto la bambina non c’è più. Dov’è finita Anna? La mamma interroga le persone attorno a lei che subito dimostrano interesse e preoccupazione per questa improvvisa sparizione. Le domande che si fanno sentire in mezzo a quella piccola folla sono quelle che faremmo tutti: Com’è fatta Anna? Cosa indossa? È alta oppure è bassa? Come ha i capelli? La mamma, visibilmente preoccupata per la sparizione, non tarda a dare le risposte, che però descrivono la bambina in modo del tutto originale.




 Anna è diversa da tutti gli altri, è unica. Ha una gonna bianca e dei codini, ma queste potrebbero essere informazioni comuni con altre bambine. Anna però ha la pelle che cambia colore: quando va al mare il suo colorito ocra diventa più scuro; quando sta male si tinge leggermente di verde; una volta è diventata pure tutta a puntini! Quando ascolta le storie Anna diventa morbida come una nuvola, ma quando l’umore cambia diventa rigida, talmente spinosa che non ci si può avvicinare. Rossa come il fuoco quando si ammala, azzurra come il ghiaccio quando si ferma all’ombra ad osservare le formiche.


 A volte Anna è appiccicosa come la colla, altre volte è piccola e silenziosa che potrebbe stare in una piccola scatola; Anna è unica, impossibile non accorgersi di lei.
Ogni bambino è diverso dagli altri, il carattere, l’aspetto fisico. Solo una mamma riesce a cogliere quelle particolari sfumature che rendono il proprio figlio o figlia diverso dagli altri. Non migliore, semplicemente unico. 

Avete visto Anna?
Susanna Mattiangeli, Chiara Carrer
Il Castoro
da 5 anni

giovedì 25 maggio 2017

Biblioburro: La famiglia X





"Molto meglio contare che pensare.
Nove semafori, tre distributori di benzina, due gruzzoli di poche case, cinque ciminiere che formano una scala crescente e sputano un fumo grigio scurissimo. Secondo me è anche un po' colpa loro se fa tutto questo caldo. E poi milioni di metri di sterpaglie. Dico milioni di metri per dire tantissime. Le sterpaglie è un po' difficile contarle, figuriamoci dal finestrino di un'auto che va veloce."








Michael ama la matematica perché ha delle regole chiare e precise da seguire, i numeri lo aiutano a non pensare a quanto sta accadendo nella sua vita. Dopo l'arresto dei suoi genitori per spaccio di droga, il ragazzo viene affidato ad una coppia di papà e le cose non sono facili. A scuola fatica, l'anziana vicina di casa e gli assistenti sociali irrompono nella sua quotidianità e a Girone, il paese in cui vive, si accendono diverse polemiche.  
Esiste una formula per spiegare che cos'è una famiglia? Forse Michael riuscirà a scoprirla.
La storia si ispira ad un fatto di cronaca: l'affidamento di un ragazzo ad una coppia omosessuale di Palermo, primo caso in Italia.

La famiglia X
Matteo Grimaldi
Camelozampa
2017
da 12 anni

martedì 23 maggio 2017

Biblioburro: Dirk e io



"Il nuovo fratellino dormiva in una culla di stoffa con le maniglie, che si chiama porte-enfant, in francese.
Era minuscolo e secondo me anche bruttino, ma non l'ho detto. Secondo papà era il bebè più bello del mondo, anche se aveva la faccia tutta rossa e stropicciata. Il naso era piccolissimo, le orecchie invece troppo grandi e sporgenti e tutta la testa somigliava a una zuppiera. Non aveva nemmeno i capelli, solo due fili, mi dispiaceva per lui che così piccolo fosse già pelato. Anche le manine erano tutte grinzose."







Dopo aver chiuso il libro, vorresti correre in slittino, fare una recita per gli anziani della casa di riposo, andare in campeggio durante un violento temporale, costruire una casa sull'albero ma, soprattutto, mangiare spaghetti al sugo direttamente dalla pentola e senza forchetta per festeggiare il tuo compleanno. Tutte cose che l'autore e suo fratello Dirk hanno realmente fatto durante la loro pazza, incredibile infanzia. E tu vorresti proprio averli conosciuti.
Se cercate narrativa esilarante non potete perdere questo libro!
L'autore è lo stesso della trilogia di Rico e Oscar.

Dirk e io
Andreas Steinhofel
Illustrazioni Peter Schossow
Traduzione Alessandra Petrelli
Beisler
2017
da 9 anni

lunedì 22 maggio 2017

L'università di Tuttomio





"L'alto tenore di vita permetteva loro di non farsi mancare nulla. Dal primo al dessert non saltavano mai nemmeno una portata e i loro passatempi preferiti erano viaggiare, contare i soldi che andavano accumulando in banca e sui vari libretti di risparmio, e rimembrare insieme l'elenco delle loro proprietà immobiliari."








I signori Smirth hanno voluto un figlio solo per avere un erede a cui lasciare tutte le loro fortune, pronti ad educarlo ai loro valori. Ma Primo si rivelerà un bambino troppo buono, e così i due coniugi dovranno correre ai ripari ed iscriverlo all'Università di Tuttomio, dove pare che insegnino l'egoismo come principale virtù per riuscire nella vita. Ma ci sarà da ridere!
Un'avventura divertente, arricchita dalle illustrazioni di Adriano Gon.

L'università di Tuttomio
Fabrizio Silei
Il castoro
2017
da 9 anni

mercoledì 17 maggio 2017

E' la biblioteca il luogo più sacro



Riportiamo di seguito un inedito dell'autore Hassen Khemiri pubblicato per il Domenicale del 26 marzo 2017 de Il Sole 24 ore , che racconta il ruolo fondamentale della biblioteca. Ci pare importante farlo conoscere, in particolare in questi tempi in cui i servizi gratuiti offerti dalla biblioteca sono messi in discussione. Noi siamo utenti "scatenate" di molte biblioteche trentine nelle quali abbiamo scovato libri, conosciuto persone, dormito e fatto colazione, inventato laboratori, letto storie e, soprattutto, conosciuto bibliotecarie e bibliotecari appassionati. 

Quando ero piccolo pensavo che tutte le famiglie a parte la nostra avessero un luogo sacro. Un posto dove andare nei giorni di festa per diventare parte di un contesto più grande, trovare una comunità, mantenere viva la storia e le tradizioni. Certe famiglie si vestivano bene e andavano in chiesa o in moschea. Partecipavano a cerimonie e riti, cantavano salmi e recitavano sure, avevano crocifissi alle pareti, tappeti per la preghiera sotto il letto.
Altre famiglie seguivano altri tipi di religione. I loro rituali prevedevano la visione di programmi sportivi e partite di calcio e ogni fine settimana andavano tutti insieme in pellegrinaggio allo stadio di Soder, vestiti in tinta con le scarpe biancoverdi, per vedere la Squadra (c'era solo una Squadra) che vinceva (li abbiamo stracciati!) o pareggiava (che sfortuna) o qualche volta, molto raramente, quasi mai, perdeva (arbitro cornuto).
Ma la nostra famiglia era diversa. Nessuno dei miei genitori era particolarmente religioso, nonostante venissero entrambi da ambienti religiosi. O meglio: nessuno dei miei genitori era particolarmente religioso proprio perché venivano entrambi da ambienti religiosi. Due religioni diverse, due cerchie famigliari sospettose, molto più simili tra loro di quanto ciascuna parte volesse ammettere.
E nessuno della nostra famiglia era particolarmente interessato allo sport. Certo, la mamma aveva giocato a tennis quando era giovane e il papà ammirava Muhammad Ali e aveva una maglietta blu con la faccia di Pelé. Ma la mamma diceva sempre che i bicipiti di papà venivano da tutti i boccali di birra che aveva alzato e abbassato su vari banconi. Era vero? No, probabilmente no. Probabilmente era un'altra di quelle storie che ci raccontavano per sentirci al sicuro.
Per noi la cosa più simile a un luogo sacro era la nostra biblioteca. E dico la nostra biblioteca perché era nostra. Anche se non l'avevamo in casa. Mentre le altre famiglie andavano in chiesa o allo stadio o al centro commerciale o in campagna, noi facevamo la nostra gita in biblioteca. Abitavamo a soli cento metri di distanza, in quelle case cubiche marron con i ballatoi e le finestre della cucina che davano su Hornsgatan, una delle strade più trafficate di Stoccolma, un mostro a quattro corsie, sempre in cima alle classifiche dei posti con la peggior qualità dell'aria. Ma come la mamma aveva detto quando ci eravamo trasferiti lì: Se chiudete gli occhi e immaginate di essere su una spiaggia, il rumore delle auto cambia. Davvero. Provateci. Fatemi il favore. Siete sdraiati sulla spiaggia adesso? Sentite la sabbia tra le dita? Il sale sulle labbra? Il sole che batte sulle palpebre? Bene. Sentite per caso qualche auto?
E aveva ragione. Le auto erano sparite. Non c'era che un dolce brusio, una brezza rilassante. Quasi il suono delle onde. 
Andavamo in biblioteca ogni fine settimana, tutta la famiglia, i miei fratellini nella sezione per l'infanzia, con la stanza delle fiabe, i cuscini, i disegni e il fauna-box con gli insetti stecco. La mamma allo scaffale di psicologia, il papà nell'angolo delle lingue. Io alla sezione dei ragazzi, dove passavo il tempo con Ponyboy e Sodapop, esploravo i covi delle streghe e combattevo contro gli orchi. Ma a volte salivo le scale fino alla sezione degli adulti. Con i libri senza illustrazioni né reti di protezione. Lì si imparava a parlare con la lingua degli altri. Lì c'erano cannibali americani, pedofili russi, vecchiette alcolizzate francesi, clandestini rinchiusi in cisterne per l'acqua e abitanti canini di Luanda. E scene di sesso, pompini, orge. Tutto nascosto dietro titoli perfettamente neutrali e nomi di autori che erano solo nomi.
La cosa più folle era che era gratis. Cento per cento gratis. Non si doveva sborsare un soldo. Vi ho già detto che era gratis? Era un posto dove potevamo avere il nostro spazio senza bisogno di possedere niente. Entrare senza dover pagare l'ingresso. Accedere alle storie di altri senza dover svilire la nostra.
Era come un santuario, una pausa dal resto del mondo. Qui vigevano regole completamente diverse: rimborso garantito, nessun bisogno di scontrino, credito a vita. Guardati in giro, scegli tutte le storie che vuoi, prendile in prestito e provale: chiudi gli occhi e abbandonati, lascia perdere le origini, la lingua, l'orientamento sessuale, il tempo. L'unico limite al numero di storie è il budget dell'anno a venire per le biblioteche (che dovrebbe sempre sempre sempre essere aumentato).
Era quasi troppo bello per essere vero. E forse è per questo che una volta, durante la mia adolescenza, ho accarezzato l'idea di ribellarmi. Stavo tornando a casa con mia madre quando ho sentito la mia voce dire: "Secondo me però è assurdo che si possano prendere i libri in prestito in biblioteca senza pagare niente."
Al che la mamma, fan numero uno della biblioteca, mi ha guardato sorpresa. E io ho continuato: "Sarebbe più logico se ogni prestito costasse qualcosa. Cioè, non chissà che. Tipo cinque corone."
Lei mi fissava come se avessi appena ucciso un bibliotecario. Ma io non ho ceduto.
"Voglio dire, perché dovrebbe essere gratis prendere in prestito i libri quando tutto il resto ha un prezzo?".
Eravamo arrivati a Hornsgatan. La mamma ha premuto il pulsante per l'attraversamento pedonale e mi ha risposto:
"Proprio per questo."
Siamo rimasti lì in attesa che scattasse il verde, ad ascoltare il suono delle onde.

E' forse utile ribadire che anche le Pollicine sono per quel "sempre sempre sempre".